Marco Bellocchio e altre grandi star al Festival di Cannes

Marco Bellocchio E Altre Grand

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Il Festival di Cannes si appresta a stupire il pubblico con la presenza di Marco Bellocchio nella selezione Cannes Classic, dove spicca il restauro di “Sbatti il mostro in prima pagina“, gioiello cinematografico del 1972. Il film è stato restaurato in 4k dalla Fondazione Cineteca di Bologna in collaborazione con Surf Film e Kavac Film, sotto la supervisione diretta dello stesso Bellocchio presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

Una vetrina di grandi talenti

La presenza di Marco Bellocchio è solo un tassello della cornice di grandi artisti che sfileranno sul red carpet di Cannes quest’anno. Tra i nomi illustri figurano Faye Dunaway, Wim Wenders, Sylvia Chang, Costa-Gavras, Raymond Depardon, Ron Howard, Frederick Wiseman, Dong-ho Kim, Montxo Armendáriz e molti altri.

Capolavori restaurati in mostra

Oltre al celebre “Sbatti il mostro in prima pagina” di Bellocchio, il Festival presenterà una serie di opere restaurate che faranno brillare gli occhi degli spettatori. Tra queste troviamo film iconici come “Sugarland Express” di Steven Spielberg del 1974, “Campo Thiaroye” di Ousmane Sembene e Thierno Faty Sow del 1988, e “L’armata degli eroi” di Jean-Pierre Melville del 1969.

Un viaggio nella storia del cinema

Il Festival di Cannes 2022 si prospetta come un’occasione unica per immergersi nel patrimonio cinematografico mondiale, grazie alle opere restaurate che verranno presentate al pubblico. Dai capolavori francesi come “Rose o’ the Sea” di Jacques de Baroncelli del 1947, ai classici americani come “E Johnny prese il fucile” di Dalton Trumbo del 1971, ogni film rappresenterà un tassello prezioso nella storia della settima arte.

Un omaggio alla diversità culturale

La selezione di opere restaurate si distingue per la varietà dei paesi di provenienza e degli stili cinematografici, offrendo al pubblico una panoramica ricca e sfaccettata della cultura mondiale. Dai drammatici indigeni delle Filippine come “Bona” di Lino Brocka del 1980, ai film d’autore italiani come “Four Nights of a Dreamer” di Robert Bresson del 1971, il Festival si candida a essere una celebrazione della diversità e della creatività cinematografica a livello globale.

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